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Domenica 15 novembre big match per la prima squadra di mister Paduano [13/11/2015]

Oggi conosciamo mister Antonio Paduano, il “Ferguson” dell’Indomita Quarata, l’allenatore della prima squadra, ma non soltanto, un manager all’inglese che cerca di curare al meglio tutti gli aspetti. Un uomo di campo ma anche un referente di un progetto tecnico più ampio, basato sui giovani, che la dirigenza bianco blu ha posto come base portante della propria attività.

La storia di mister Paduano si intreccia con quella dell’Indomita, quali sono i presupposti di questo connubio?
Quarata è per me una seconda famiglia, qui ho allenato, fino al 2010, per tre anni la juniores ed adesso, da l’anno scorso, guido la prima squadra. La mia filosofia calcistica è basata sulla crescita e sulla valorizzazione dei giovani, mi ero allontanato proprio per divergenze sotto questo aspetto con la vecchia società, viceversa con il presidente Frangipani e tutto il direttivo abbiamo piena sintonia di vedute e visione di quello che una piccola realtà come la nostra deve rappresentare: curare e sviluppare il settore giovanile, essere riferimento per un modello di calcio basato sui valori e non sui denari. Una linearità non seguita dalla federazione che nei campionati dilettanti ha ridotto il numero dei fuori quota obbligatori.

Dicevamo in apertura del suo ruolo anche di  “manager” della prima squadra, come si coniugano i due aspetti?
Insieme a Fabrizio Berneschi, il direttore sportivo, con cui abbiamo un rapporto sinergico, fin dall’anno scorso, nel campionato di 2° categoria, abbiamo creato una formazione giovanissima. Grazie alla mia esperienza ho contribuito a costruire la squadra. Molti elementi provengono dalla juniores dell’Indomita che avevo guidato nella precedente esperienza. I nostri ragazzi erano tutti atleti dal 1997 al massimo del 1991, non avevamo calcoli da fare nella gestione degli under. Purtroppo nonostante  le buone prestazioni abbiamo pagato pegno all’esperienza ed è arrivata la retrocessione.
In questa stagione quali sono gli obiettivi in terza categoria?
Evidentemente l’esperienza dello scorso anno è stata importante per far maturare i giovani, l’obiettivo che la società si è posta è quello di cercare di risalire cercando di rimanere costantemente quantomeno in zona play off. Questa terza categoria è un campionato molto competitivo, è infatti un torneo interprovinciale con squadre fiorentine veramente ben organizzate, molto vicino ai valori della seconda categoria. La nostra rosa è rimasta sostanzialmente quella della scorsa stagione, si è aggiunto solo un elemento d’esperienza, Nocentini, per dare un riferimento certo in attacco. Una rosa ampissima fatta da 32 elementi perché abbiamo aggregato anche 7 ragazzi tesserati per fare la juniores, non essendo riusciti ad allestire la squadra hanno deciso di rimanere con noi.

Come si fa a gestire un gruppo così numeroso?
Con la sincerità e l’onestà nelle decisioni, con la consapevolezza che nessuno parte da posizioni acquisite ma che devono sudarsi prima la convocazione e poi il posto ogni allenamento, ogni domenica. Chi più merita gioca, al di là di qualsiasi gerarchia. Fino ad oggi non ci ha lasciato nessuno, salvo una defezione per motivi di lavoro. Un gruppo di ragazzi intelligenti che riescono a coniugare lavoro, scuola e calcio.

Quali fino ad oggi i risultati in campionato?
Per il momento stiamo mostrando un buon calcio, siamo in seconda posizione, con 16 punti in 8 giornate. Proprio domenica prossima, 15 novembre, in casa abbiamo il big match con la Nova Vigor Misericordia di Pontassieve, squadra che ci appaia in classifica. Vincendo avremmo la possibilità di andare al primo posto perché l’attuale capolista, il Chimera, è fermo per il turno di riposo. Approfitto quindi per invitare tutti i simpatizzanti dell’Indomita a venire domenica al campo.

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